Il ​Partito​ ​e​ ​L’organizzazione

L’organizzazione è spesso sottovalutata e solo quando è assente ci si rende conto di quanto sia fondamentale. Avere un partito ben organizzato, vuol dire avere un partito efficiente ed efficace, capace di produrre idee e proposte e di impiegare tutte le sue forze umane e materiali valorizzandole al meglio.

Vogliamo un partito con un’organizzazione capace di sopravvivere anche ai cambi di vertice, in questo senso una buona organizzazione, che parta dai circoli territoriali e dalla presenza sul territorio coinvolgendo anche la società civile, diventa anche un importante fattore di stabilità. Per raggiungere tale scopo, è necessario far nascere alcuni organismi già previsti sulla carta e mai realmente attivi e al contempo valorizzarne degli altri. Non vogliamo costruire un partito rigido, ma siamo convinti che è possibile trovare una via intermedia tra la rigidità e l’assenza di organizzazione. Serve sì un partito dall’organizzazione flessibile, ma questo partito deve avere dei pilastri stabili. Un importante coinvolgimento degli eletti e delle elette, una valorizzazione dei giovani e delle giovani e dei Giovani Democratici, il mondo fuori dal Partito: tutti questi sono solo alcuni dei punti fondamentali attorno ai quali costruiremo il rilancio del PD.

Un​ ​partito​ ​in​ ​rete
Espressione del partito sul territorio sono i circoli territoriali, tutti dicono sempre di volerli valorizzare, in pochi ci riescono. Sicuramente i circoli territoriali devono essere messi in grado di poter lavorare bene. Per questo è fondamentale il coordinamento con la segreteria e con gli eletti sul territorio e in consiglio regionale. Anche utilizzando le nuove tecnologie, bisognerà mettere in rete i circoli e i loro segretari. Se ai circoli spetta tenere informato il livello regionale di quello che accade sul proprio territorio, al partito regionale tocca informare costantemente i circoli di quello che avviene a livello regionale. Non deve più accadere che decisioni fondamentali che riguardano i territori, passino sulla testa dei segretari di circolo e degli iscritti. I circoli non possono essere visti come un semplice tesserificio, ma devono essere promotori di iniziative e proposte politiche, per far questo serve l’impulso e il sostegno, anche economico, ai circoli del livello regionale in segreteria dovrà essere presente una specifica delega ai rapporti con i circoli.
Gli eletti e le elette sono una grande risorsa per il partito, con i loro contributi ne permettono la sopravvivenza economica, ma soprattutto rendono possibile attuare nelle istituzioni le proposte e le idee che nascono nel partito o di cui il partito si fa portavoce. E’ fondamentale ricreare un rapporto tra gli eletti e gli organi dirigenti. Servono sinergia e collaborazione e soprattutto un ritorno allo scambio di informazioni. Il partito deve essere fonte di proposte per gli eletti e gli eletti devono ascoltare il punto di vista del partito e dei suoi iscritti prima di prendere decisioni importanti. Proponiamo che sia costituita formalmente l’assemblea degli eletti, in modo che anche gli eletti possano creare rete tra loro e inserirsi nella rete nazionale degli eletti del PD.
Il partito regionale è inserito in un contesto nazionale ed europeo, è necessario valorizzare il più possibile i collegamenti con gli altri livelli. Rendendo così possibile, non solo lo scambio di buone pratiche, ma anche, al PD della Valle d’Aosta di dire la sua su questioni che non riguardano solo il livello regionale.
I Giovani Democratici, con i quali i rapporti sono disciplinati dalla Carta di Cittadinanza, sono un’organizzazione autonoma, ma non devono per questo essere dimenticati o lasciati da parte.
La partecipazione politica attiva dei più giovani deve essere un vanto per il nostro partito. Le proposte dei GD devono essere ascoltate con attenzione dal Partito e il Partito si deve impegnare a non minare l’autonomia politica ed organizzativa dei GD. I GD devono essere messi in grado di fare ciò: al Partito toccherà, se del caso, offrirgli sostegno economico; renderli partecipi alle decisioni del Partito, includendo il segretario regionale GD negli organi dirigenti e invitando tutti gli iscritti a partecipare agli eventi del partito.
Esiste un mondo fuori dal partito, che dobbiamo ascoltare, i rapporti con volontariato, sindacati, associazioni di categoria e singoli cittadini non può essere solo quello che si crea durante la campagna elettorale. Serve creare rapporti costanti nel tempo con questi stakeholder, con incontri periodici formali ed informali o con eventi come la Leopolda. Il partito quando formula le sue proposte politiche deve prima ascoltare le voci che vengono dalla società, deve farsi portavoce delle proposte che si ritengono positive e soprattutto deve essere capace di recepire problemi e preoccupazioni che vengono dalla società.

Un​ ​partito​ ​Inclusivo
Se il partito democratico è una collettività di donne e uomini che condividono un percorso politico e hanno dei valori comuni, è naturale che non sempre tutti la pensino allo stesso modo, non per questo gli iscritti, le iscritte e militanti devono sentirsi esclusi. Nel nostro partito deve esserci spazio per opinioni diverse. Non siamo contrari alle correnti in modo ipocrita, sappiamo che la si può pensare in modo diverso su certi temi, ma sicuramente siamo contrari alle guerre per bande basate su personalismi e sui dettami dei capi bastone.

Un​ ​partito​ ​Informato​ ​e​ ​che​ ​informa
La comunicazione non è nemica della buona politica. La comunicazione fatta male lo è. Serve un partito in grado di comunicare in modo efficace e bello le proprie proposte, serve un partito che è in grado di gestire le crisi comunicative, perché come ci dimostra l’esperienza spesso le crisi politiche nascono da una cattiva comunicazione. La comunicazione fatta bene non può essere quella a spot, dobbiamo ripensare l’intera comunicazione del partito e degli eletti: deve essere costante (es.newsletter) e coerente. Inoltre, anche i dirigenti e gli eletti del partito devono essere formati anche sulla comunicazione.
Per anni ci siamo affidati al solo volontariato, soprattutto per quanto riguarda i social network, non basta più, abbiamo bisogno di un aiuto professionale. Il coordinamento della comunicazione deve essere affidato ad un gruppo di persone, non può esserci un singolo responsabile della comunicazione della segreteria, perché servono competenze diverse e la mole di lavoro è tanta. Sarà compito di questo gruppo creare una policy che sarà utilizzata dall’eventuale professionista e dare consulenza e supporto agli eletti e dirigenti del partito che ne facciano richiesta.
La testata Le Travail deve rinascere sotto nuove vesti, anche se solo online, è un patrimonio della nostra comunità e può essere un’utile risorsa comunicativa.

Un​ ​partito​ ​che​ ​sceglie​ ​e​ ​forma​ ​la​ ​classe​ ​dirigente
Fare politica è un’arte difficile, che non si può improvvisare. Quando questo accade, i danni sono sotto gli occhi di tutti.
Siamo convinti che per fare seriamente politica servono esperienza e competenza. Per troppo tempo i partiti politici hanno abdicato al compito fondamentale di formare e selezionare una classe dirigente da candidare alle elezioni. Se cittadini non sanno chi votare, la responsabilità è dei partiti.
Dobbiamo tornare a lavorare sulla classe dirigente,che deve essere formata da persone rispettabili, oneste e competenti, non solo nelle parole, ma anche nei fatti.

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