Welfare: Un nuovo stato sociale

La crisi degli ultimi anni e il conseguente minor afflusso nelle casse di risorse dallo Stato ci costringono a immaginare un nuovo modello di welfare regionale nel quale si possano, però, mantenere i livelli assistenziali raggiunti, si possano salvaguardare le professionalità e i lavoratori del settore, ma al tempo stesso si apra al mercato privato. Oggi, infatti, la gestione del welfare (inteso a 360 gradi dalla culla alla tomba) non può più prescindere dall ’apporto del privato sociale attraverso nuove formule di gestione (accreditamento, coprogettazione, finanza di progetto, ecc…).
Il Terzo settore della Valle d’Aosta è ricco e in salute, deve essere una risorsa da valorizzare, compito di chi governa è di coordinare e dare gli strumenti per far crescere questo settore. Come per il punto precedente, occorre partire dalle risorse finanziarie disponibili per costruire un nuovo modello di welfare valdostano. La sanità valdostana rischia di perdere l’alto livello qualitativo
raggiunto, sia per la mancanza di personale sanitario, sia per le inefficienze strutturali del sistema.
Occorre una riflessione approfondita a tutto campo che affronti il tema senza pregiudizi. Bisogna anche immaginare di provare a portare nella nostra Regione nuove soluzioni mirate, come il social housing , di cui modello all’avanguardia è Milano, per andare incontro alle emergenze ed esigenze
abitative.

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