Turismo e Trasporti: nuove strategie

Il turismo è diventato e lo diventerà sempre di più, l’asse strategico per lo sviluppo della nostra comunità. Perché possa continuare a crescere occorre investire nell’accoglienza, nella qualità dei servizi resi, in una efficiente rete di trasporti, ma occorre altresì vendere all’estero i gioielli che abbiamo. I territori trainanti sono Courmayeur e il Monte Bianco (con tutta la Valdigne), Valtournenche e il Cervino (con il comprensorio del Monte Rosa) e l’asse centrale con il connubio storia e natura tra Aosta e il PNGP (e quindi Cogne). Solo vendendo questi atout possiamo intercettare i grandi flussi turistici internazionali e poi una sapiente politica di gestione turistica può far scoprire al turista che arriva nella nostra regione tutti gli altri splendidi luoghi della Valle d’Aosta. Non possono, infatti, rimanere esclusi dal circuito del turismo le altre località della Valle, compresa la vallata centrale: a tal scopo bisogna investire e supportare il turismo enogastronomico, religioso e culturale. Pensiamo alla Via Francigena o al Progetto Bassa Via, risorse che non possono essere sottovalutate o peggio abbandonate.
Una diversa pubblicità dei punti museali di eccellenza, quali il Forte di Bard, il nuovo centro museale di Saint Martin de Corléans, dei castelli e dei tanti eventi culturali che si svolgono ogni anni in Valle d’Aosta è altrettanto necessaria per attrarre un tipo diverso di turismo. Bisogna, quindi, dedicare più risorse anche per valorizzare la ricchezza culturale del nostro territorio e pubblicizzarla all’esterno.

La manutenzione delle infrastrutture e della viabilità è elemento essenziale per lo sviluppo regionale, non solo turistico, ma anche economico. una gestione della viabilità basata su risorse territoriali, profonde conoscitrici del contesto, e su una più efficiente organizzazione è indispensabile per garantire parità di diritti di movimento a chi vive nella valle centrale e a chi vive nelle valli laterali, nonché assicurare un reale accesso all’offerta turistica.

Una regione a vocazione turistica come la nostra non può in alcun modo permettersi di non avere un sistema integrato dei trasporti, come avviene invece in Trentino, che possa sopperire alla mancanze del sistema ferroviario e autostradale. La facilità di raggiungimento nel nostro territorio è chiave di volta per un rilancio della Regione e un incremento delle presenze, turistiche e universitarie.

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